Xylella fastidiosa, prevenzione unica via per evitare danni ai vivai siciliani

Xylella fastidiosa, prevenzione unica via per evitare danni ai vivai siciliani

Contro l’arrivo in Sicilia della Xylella fastidiosa, il batterio killer che ha devastato gli oliveti pugliesi, l’unica strategia possibile è la prevenzione, da attuare di concerto tra operatori del settore florovivaistico siciliano e gli uffici tecnici dell’Assessorato regionale all’Agricoltura.
L’hanno spiegato con esempi, slide, simulazioni di scenari d’emergenza e risposte agli imprenditori agricoli, i relatori dell’incontro informativo sull’emergenza sanitaria Xylella fastidiosa, organizzato, ieri pomeriggio, dalla sezione florovivaistica di Confagricoltura Catania nei locali del centro congressi Radice pura a San Leonardello di Giarre.
“Niente panico e guardia altissima contro la Xylella fastidiosa, una malattia pericolosa che non permetterò arrivi nella nostra Isola, così come è invece successo anni fa  con il terribile virus Tristeza degli agrumi.”, a dichiararlo è stata Rosaria Barresi, battagliera dirigente generale del dipartimento regionale Agricoltura che insieme ai tecnici del servizio fitosanitario della Regione è in prima linea nella  strategia di prevenzione anti Xylella.
A illustrare all’interessata platea di vivaisti e imprenditori agricoli le mosse anti Xylella della Regione è stato, in apertura d’incontro, il dirigente responsabile del Servizio Fitosanitario regionale Vito Sinatra: “Abbiamo messo in campo le nostre migliori professionalità per evitare l’arrivo in Sicilia del batterio”, ha esordito Sinatra. “L’attenzione è massima specie nell’analisi delle piante che provengono da altre regioni e dall’estero”. “A Messina è attivo un check point di pronta analisi ed è di oggi la notizia che i nostri tecnici avranno a breve un camper fitosanitario fisso nello città dello Stretto per  fare monitoraggio totale sulle piante in arrivo”.
Il gergo militare usato da Sinatra è giustificato dalla pericolosità della Xylella, un batterio micidiale per le piante di olivo e per molte altre specie di piante da vivaio, ben esemplificata nei loro interventi dalla ricercatrice del Dipartimento Agricoltura, Alimentazione e Ambiente  dell’Università di Catania Vittoria Catara e da Giuseppe Marano, dirigente dell’Osservatorio per le malattie delle piante di Acireale.
“Si tratta di una malattia grave ma la Sicilia ne è esente”, ha spiegato Vittoria Catara. “Per evitarne l’arrivo bisogna conoscere bene gli aspetti epidemiologici, fare riferimento ai laboratori diagnostici, avere chiari i sintomi e conoscere il programma di interventi in caso di accertamento”. “Nel caso di sospetto contagio esiste un protocollo efficace che l’Università di Catania è in grado di seguire.”
Per Giuseppe Marano, “i rischi maggiori per l’agricoltura e i vivai siciliani possono arrivare dalla movimentazione piante e per scongiurare quella che sarebbe una vera e propria catastrofe a vigilare devono essere sia gli uffici della Regione sia i privati”.  “Se il batterio si insedia la possibilità di una sua eradicazione è praticamente  nulla”,  ha dichiarato dirigente dell’Osservatorio per le malattie delle piante di Acireale.
Un possibile scenario di focolaio di Xylella in Sicilia, simulato dall’Osservatorio per le malattie delle piante di Acireale, è stato mostrato agli imprenditori spiegando loro la pericolosità del batterio e le conseguenze catastrofiche che lo stesso potrebbe avere sull’export del settore florovivaistico isolano, in base alle stringenti misure anti Xylella varate dalla Ue.
“Anche noi abbiamo fatto dei calcoli e delle simulazioni e nel malaugurato caso di epidemia da Xylella il nostro fatturato sarebbe abbattuto del 58%”, ha detto nel corso del suo intervento il presidente della sezione provinciale Florovivaismo di Confagricoltura Mario Faro. “Per noi sarebbe un disastro, ma la nostra categoria è sana ed è pronta a collaborare con la Regione in ambito preventivo e capace di far sentire la propria voce sia al Governo nazionale sia alla Ue, che al momento sta trattando la Xylella come un problema del sud Europa ignorando la responsabilità nella sua diffusione da parte degli importatori di piante dei paesi del nord Europa”.
Ad illustrare la posizione di Confagricoltura  sull’emergenza Xylella è stato, infine, il direttore della federazione di Catania, Francesco Toscano: “La FNP olivicola di Confagricoltura ha evidenziato l’estrema preoccupazione per l’avanzamento del fenomeno per le difficoltà riscontrate nel bloccare l’insetto vettore con barriere naturali e soprattutto per la mancanza di fondi per  la ricerca che non ha ancora individuato quelle che possono essere le linee di lotta all’insetto vettore e quindi a tutte le sintomatologie manifeste della patologia”.
Le due istanze basilari su cui si è concentrata Confagricoltura sono: la richiesta di una congrua dotazione finanziaria per la ricerca e un’adeguata compensazione degli agricoltori colpiti”.

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