Imu, Agrinsieme Catania “Non possiamo pagare una tassa ingiusta”

Imu, Agrinsieme Catania “Non possiamo pagare una tassa ingiusta”

Agrinsieme Catania contesta la decisione del Governo che ha  provato a risolvere in extremis il pasticcio creato sull`Imu agricola –  concedendo 15 giorni in più, fino al  10 febbraio 2015, per calcolare l`Imu dovuta dalle aziende non più esenti –  e prepara una grande manifestazione di piazza per contestare la tassa sui terreni agricoli.

“Il Governo ha rivisto i criteri per l’esenzione dall’Imu dei terreni montani, abrogando la classificazione su base altimetrica, stabilita dal contestato decreto ministeriale di fine anno,  ma resta il fatto che numerose aziende agricole, che operano in una vasta area della nostra provincia, ovvero nella gran parte delle aree pedemontane, continuano ad essere caricate di un onere fiscale che non si possono permettere di pagare”, affermano dal coordinamento provinciale di Agrinsieme (Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane).  Secondo Agrinsieme Catania, “L’Imu agricola rimane condizionante per le imprese e quanto prodotto dal Governo con il decreto, che contiene la revisione dei criteri di esenzione dell’Imu, non cambia per nulla la sostanza: ci troviamo di fronte ad un balzello iniquo e penalizzante per il nostro settore e ci sentiamo utilizzati come una sorta di bancomat privato dell’Esecutivo”.

“Inoltre, rileviamo che parte delle risorse per la copertura finanziaria del provvedimento vengono sottratte al cosiddetto ‘pacchetto agricolo’. Per recuperare il minor gettito il Governo ha infatti deciso di eliminare alcune delle importanti misure di riduzione del costo del lavoro agricolo che erano state introdotte nei mesi scorsi dal cosiddetto decreto Campolibero e dalla legge di Stabilità, per agevolare l’assunzione di lavoratori a tempo determinato stabilmente inseriti nella compagine di una azienda”,  continuano i rappresentanti di Agrinsieme Catania.

“Non siamo d’accordo nemmeno sui criteri con cui si è deciso di far continuare a pagare questa tassa assurda ai Comuni non montani, perché i criteri con i quali questi vengono classificati risalgono addirittura agli anni cinquanta. Riteniamo inoltre inaccettabile che si crei una sorta di concorrenza sleale tra aziende del medesimo settore produttivo che, semplicemente per la posizione delle stesse, pagano o sono esentate dall’Imu agricola”, spiegano da Agrinsieme Catania. “Pensiamo sia fortemente iniquo  gravare di ulteriori balzelli aziende in difficoltà, in questo periodo più che mai, visto i danni che le stesse hanno subito a più riprese a causa delle avverse condizioni metereologiche”.  

“Serve ricordare al Governo e ribadiamo sarebbe bene  lo facessero anche i nostri deputati, che siamo reduci da due eccezionali ondate di maltempo che hanno decimato le produzioni della nostra provincia. Per questo il Governo avrebbe dovuto compiere uno sforzo più coraggioso esentando totalmente dagli oneri fiscali le aziende del catanese, specie quelle colpite dagli eventi atmosferici del novembre 2014 e del gennaio 2015”.  “Queste realtà produttive, condotte da imprenditori agricoli o da coltivatori diretti, dovrebbero essere esentate da ogni tassazione, Imu compresa, indipendentemente dalla loro collocazione altimetrica.  Auspichiamo che il Governo agisca in tal senso e in caso contrario siamo pronti a  far sentire in piazza la voce di un settore dimenticato”.

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